Hateboer/Gosens

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terzinaccio
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Hateboer/Gosens

Messaggio da terzinaccio » 05 ago 2018, 15:26

Considerato che Hateboer e Gosens hanno già giocato insieme lo scorso hanno come terzini. Uno a destra e uno a sinistra perché uno è difensore e l altro centrocampista
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Re: Hateboer/Gosens

Messaggio da Rainbow6 » 06 ago 2018, 09:08

terzinaccio ha scritto:
05 ago 2018, 15:26
Considerato che Hateboer e Gosens hanno già giocato insieme lo scorso hanno come terzini. Uno a destra e uno a sinistra perché uno è difensore e l altro centrocampista
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Re: Hateboer/Gosens

Messaggio da Rainbow6 » 06 ago 2018, 15:16

Ti riporto qui di seguito una spiegazione, a mio avviso fantastica in merito al caso specifico per cui hai scritto e, più in generale, sull'approccio che viene adottato per l'assegnazione dei ruoli ad alcuni calciatori (specialmente, esterni di centrocampo).

E’ il caso di fare un po’ di chiarezza sulle linee guida per gli esterni.

Innanzitutto bisogna tenere bene a mente una cosa: assegnare il ruolo a un nuovo giocatore e cambiare ruolo a un giocatore già presente in serie A sono DUE COSE DIVERSE.

Quando arriva un nuovo esterno la cui collocazione non è chiara, si guarda in quali posizioni è stato impiegato negli ultimi anni e si tende a privilegiare l’inserimento a centrocampo in mancanza di chiari segnali in senso opposto. Questo secondo il principio per cui fare l’esterno basso in Italia richiede doti difensive che altrove non sono richieste in egual misura. Per cui, se un giocatore nel recente passato ha giocato in difesa ma anche a centrocampo (o addirittura da trequartista esterno in un 4-2-3-1) lo si inserisce di default a centrocampo, in attesa che dimostri di poter giocare in difesa anche in un campionato “esigente” come il nostro. Se invece in passato ha giocato sempre (o quasi sempre) da esterno basso, a maggior ragione se lo ha fatto stabilmente in un campionato importante, lo si mette direttamente in difesa.

Cambiare ruolo a un giocatore, invece, richiede il soddisfacimento di criteri più restrittivi, per evitare effetti troppo invasivi sulle leghe che adottano le conferme da un anno all’altro ed evitare l’effetto tergicristallo (giocatore che cambia ruolo più volte in pochi anni). Per cui può succedere che un giocatore rimanga nel proprio ruolo pur avendo dimostrato di sapersi destreggiare anche in un ruolo diverso. Il cambio è inevitabile solo se la percentuale di partite giocate nel nuovo ruolo è nettamente superiore (su un buon numero di gare, perché a un giocatore impiegato da titolare solo in una manciata di partite si tende a non cambiare mai il ruolo).

Però c’è un problema. Come valutare gli esterni a tutto campo (nel 3-5-2, 3-4-3, ecc.)? Quella è una sorta di limbo, perché in realtà l’impiego in quel ruolo ci dice poco sulle caratteristiche, più o meno difensive, del giocatore. Da un lato, se è listato a centrocampo e non gioca mai in una difesa a 4, non lo si può arretrare; dall’altro, se è considerato difensore, il fatto di aver giocato esterno a tutta fascia non è sufficiente per avanzarlo di ruolo (perché si può supporre che, se la squadra avesse adottato la difesa a 4, lui con ogni probabilità ci avrebbe giocato, avendolo fatto spesso in passato).

Hateboer, prima di venire in Italia, aveva giocato sempre da esterno di una difesa a 4 nel Groningen. Ed è questo il motivo per cui fu messo in difesa due anni fa, al suo arrivo da noi. Da allora, nell’Atalanta, ha giocato sempre da esterno a tutta fascia, senza palesare chiare propensioni offensive, per cui non ci sono sufficienti evidenze per avanzarlo. Gosens, invece, in Olanda aveva giocato dietro ma anche a centrocampo o da esterno alto nel 4-2-3-1. Per questa ragione, al suo arrivo in Italia, è stato inserito a centrocampo. Dopo di che, anche nel suo caso, l’impiego stabile a tutta fascia non permette l’arretramento (a differenza di quanto accaduto per Cancelo, ad esempio, listato a centrocampo l’anno scorso per gli stessi motivi ma che nell’Inter ha poi fatto effettivamente il terzino).

In conclusione, sarà il caso di fare l’abitudine al fatto di vedere giocatori impiegati nelle stesse posizioni, addirittura nelle stesse squadre, “trattati” in modo diverso nel fantacalcio. Sia perché, come sopra illustrato, il processo di attribuzione/modifica di un ruolo è più complesso rispetto alla semplice osservazione di un campetto grafico, sia perché non sta scritto da nessuna parte che giocatori impiegati sulla stessa linea in una visione statica abbiano anche le stesse caratteristiche. Anzi, gli esterni a tutta fascia sono spesso uno più offensivo e l’altro più difensivo, per cui non c’è niente di strano nel vederli collocati in reparti diversi.
Luca

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